Stanotte non ho dormito: la notte bianca annuale del ghiro! Non è stata colpa del caldo, ma dell'arrabbiatura. Mi arrabbio raramente fino in fondo, soprattutto con gli estranei, per cui non sono abituata a gestire nodi in pancia, mente offuscata, cuore oppresso.
Penso e ripenso a come avrei dovuto gestire la situazione, a come avrei potuto rispondere (quante risposte brillanti mi invento quando il loro valore ormai è solo carta straccia).
Chiuso "Nuraghe beach", libro senza infamia e senza lode, ho pensato di dare ai pensieri un po' di tregua, curandoli con un balsamo infallibile a base di Fruttero. Applicare con abbondanza sulle escoriazioni, immergere la parte ferita e lasciare che la ricetta segreta a base di parole e umanità rinfreschi l'animo e la mente.
"Ti trovo un po' pallida" è un breve racconto, scritto dal solo Fruttero, pur in simbiosi con il suo Lucentini. Il lettore viene catturato da incongruenze sottili e quasi invisibili, da piccoli e sapienti accenni alla verità, da una realtà che è così irreale e impalpabile da sembrare quasi un sogno. La protagonista resta ai margini di una chiassosa combriccola di turisti snob e inizia a provare fastidio per quello che è sempre stato il suo mondo.
L'intreccio è semplice, spartano, ma Fruttero riesce a rendere ogni parola luminosa e perfettamene in armonia con quelle che la circondano. Ogni frase è un piccolo gioiello di italiana sintassi, inchinata alla maestria dello scrittore.
Sono di parte...da quando l'ho incontrato (solo nei suoi libri, purtroppo) mi sono follemente innamorata di Carlo Fruttero.. Lui è lo scrittore che cattura con le parole gli attimi che mille volte ho vissuto. Che dà corpo con ironia a situazioni che conosco e a persone che ho incontrato.
Chiuso il libro, ritrovato il mio equilibrio!!!