Fruttero
amava Pinocchio con tutto il cuore, lo riteneva una metafora della
vita, dell'umanità e della storia. Ieri ho capito perché.
Gabriele
Penner, autore dello spettacolo "Nella pancia della balena. Canto in
memoria delle vittime delle foibe", ha intrecciato le vicende del
burattino collodiano con la storia, quella infida, la dea cieca che
quando infuria schiaccia le persone come oggetti.
La
storia, con la s minuscola, però ha dei responsabili. Chi ha istigato
la violenza, da una parte e dall'altra, senza avere nemmeno un briciolo
della saggezza di Geppetto e Mastro Ciliegia: "Finito il combattimento,
mastr'Antonio si trovò tra le mani la parrucca gialla di Geppetto, e
Geppetto si accorse di avere in bocca la parrucca brizzolata del
falegname. -Rendimi la mia parrucca! - gridò mastr'Antonio. -E tu
rendimi la mia, e rifacciamo la pace. I due vecchietti, dopo aver
ripreso ognuno di loro la propria parrucca, si strinsero la mano e
giurarono di rimanere buoni amici per tutta la vita."
Lascio
questo piccolo spunto e non vado oltre. Non sono in grado di rievocare
per chi non c'era la bravura di Sarah Paoletti nei panni di Patrizia,
una ragazzina che non vuole capire la logica (o "illogica") degli
adulti.
Chi non c'era non capirà i riferimenti al lupo che cerca il pretesto per sbranare la pecora.
Come posso spiegare la potenza evocativa di un velo che cela senza nascondere? (Magia del tecnico-creativo Jacopo Roccabruna)
E
le ombre? Le ombre di vite non vissute, di vite che avrebbero potuto
spiegare le ali al vento se il pescecane non le avesse inghiottite.
E
l'aggraparsi alle storie, ai libri, a Pinocchio per non impazzire.
Perché le gesta di un burattino sono più umane di quelle degli uomini, a
volte.
Grazie
al Teatro d'acqua dolce, a Gabriele, a Sarah, a Jacopo. Grazie per aver
guardato nel buio con occhi limpidi e liberi da lenti. Grazie per
averci regalato un emozione, un singulto, un piccolo peso da portare. Il
peso della storia, e della Storia, diventerebbe più leggero se
ognuno portasse la propria parte. E il peso ci ricorda quale via
seguire, anche nelle piccole azioni.
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Gabriele Penner |
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Sarah Paoletti |
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Jacopo Roccabruna |
Leggendo la tua descrizione possiamo scorgere solo una piccola parte, un frammento, di ciò che tu hai potuto godere per intero, ma il pensare a ciò che ci siamo persi ci fa sognare... e tu ci hai fatto sognare. GRAZIE Lara
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