ECCO A VOI SIGNORE E SIGNORI LA NUOVA FRONTIERA DEL FITNESS: LA MULINELLA!
Mentre i pedali si muovono le fibre si abbracciano e si arrovellano immaginando il futuro che le aspetta.
Filare è un lavoro magico, un infuso di serenità e il ritmo della ruota dà il tempo ai pensieri che volano ad acchiappare idee. Dovrebbe essere offerto dal servizio sanitario nazionale come terapia contro i mali dell'anima: rallentare, darsi il tempo, creare. Una carezza per lo spirito.
I primi risultati non sono certo il massimo: ho voluto usare la lana che mi sono procacciata l'estate scorsa, quando il filare era solo un'idea. Non è stata tosata per questo scopo, ha molte imperfezioni e credo di averla lavata troppo. Il risultato comunque è più morbido di quanto mi aspettassi. Non so ancora cosa ne uscirà: pensavo un oggettino decorativo per averla sempre sotto gli occhi: già così fa parte dell'arredamento del soggiorno! Mi sembrerebbe di farle un torto a nasconderla in un cassetto: in fondo ogni scarrafone è bello a mamm' soja...
In realtà sto già facendo qualcosa per me: mi sono regalata un percorso di laboratori teatrali. Ogni mercoledì mi metto in gioco, mi rendo conto di avere parti di corpo che non sapevo nemmeno esistessero, mi addestro all'ascolto e alla percezione a tutto tondo. Forse mi servirà per raccontare fiabe ai bambini, forse no. In ogni caso si tratta di un'esperienza unica, che dovrebbe essere portata in ogni scuola. Se gli adolescenti imparassero a sentire il loro corpo come uno strumento espressivo, forse non lo svenderebbero, non lo annullerebbero, non lo disprezzerebbero mettendolo in mostra come una merce.
Come al solito mi sono dilungata: appena apro le chiuse il fiume di parole esce e inonda i malcapitati lettori. Per la vostra gioia adesso mi immergo nelle lezioni di maglia continentale: se qualcuno avesse qualche dritta (o rovescia) da darmi, sarei molto grata!
Io lavoro solo continentale, lo trovo più veloce e soprattutto più riposante per la schiena (ferro circolare, ovviamente), vedrai che se ti abitui non cambi più. Belli i tuoi lavori, il cavallo è una delizia!
RispondiEliminaQuanto al filare, mi piacerebbe imparare anche a me, chissà se prima o poi ci riesco.
Che ricco questo post, c'è di tutto. Sembra che le tue giornate siano almeno di 48 ore. Ben 3 lavori contemporaneamente. Il cavallo è bellissimo, la piccola sarà orgogliosa. Se le calze le vuoi fare come le facevano tutte le nonne qua in Trentino posso darti tutte le dritte che vuoi, sono capace. Il metodo continentale è quello che si fa con il ferro circolare? Per le calze io preferisco i 4 ferri. E per la lana filata, che dire? Bravissima. Ti verrò ad ammirare all'opera.
RispondiEliminaBen ritrovata! e con tantissime cose! Bellissimo il cavallo, la piccola non potrà che esserne fiera! scusa l'ignoranza ma la mulinella si chiama anche arcolaio??? pensa che mia mamma lo sapeva usare...
RispondiEliminaPer quanti riguarda il Continental mi sono fatta dare due dritte ad un knit cafè e poi....provare, provare, provare...
Che cose meravigliose!!! Dal mondo della lana a quello del teatro...anch'io vorrei essere una tartaruga sprint...e invece sono nata corvetta riflessiva :-P
RispondiEliminaImmaginavo che la tua assenza dal blog fosse dovuta a qualche impegno-sorpresa, ma così tanti progetti tutti insieme son proprio gratificanti e positivi. BRAVA
RispondiEliminaCiao il cavallo e' bellissimo ma dove hai preso lo schema??
RispondiEliminaComplimenti!! stupendi!
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